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Testa d'aglio
è una lettera indirizzata ad una persona cara e lontana, come segnala anche l'interpretazione a due voci del brano (lo scrivente e il destinatario della missiva stessa). La storia in controluce è quella di una ragazza che si è allontanata dalla nonna, suo unico legame, per lavorare altrove durante un anno di siccità. La nonna ha sempre trattato male la ragazza e questa ora la rassicura: anche lì è bistrattata. Il titolo della canzone si riferisce alla foggia dei capelli della nonna: bianchi e raccolti alti sul capo.
Testa d'aglio porta doni strani (“semi e un trattore blu”, “un bastone matto / Sicuro e talmente veloce e violento / che annebbia la vista”, “L'acqua da bere”, “l'ombra”) perché ciò che viene da lei è sempre a metà strada tra il dono e la punizione.
Nel testo riecheggia anche una dimensione campestre d'altri tempi, da festa di paese intorno all'albero della cuccagna: il formaggio, il trattore blu, il rastrello e il bastone, e la stesso testa d'aglio. |
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