IngrandisciIngrandisci
I-Tunes
 

“Cari miei” è innanzitutto un disco di storie, nato dalla voglia di raccontare; man mano che la scrittura procede, i personaggi delle singole canzoni si disegnano con maggiore precisione. Ognuno di loro è in primo luogo protagonista di una storia più che interprete di uno stato d'animo (come accadeva nel precedente album), così come rivelano gli stessi autori descrivendone l'elaborata genesi creativa: dopo una prima stesura d'ogni pezzo, Georgia Costanzo – la cantante e coautrice del gruppo - ha scritto un racconto che ne narra il soggetto; la stesura definitiva nasce dopo quei racconti, di cui porta soltanto qualche traccia, il segno di una delle chiavi di lettura possibili.

La folla di personaggi che anima queste storie è quantomai stramba e fiabesca: robot amici, bambole indiavolate, orchi, re e regine che sembrano popolare un grande condominio o un paesino sospeso tra atmosfere nostalgiche e surreali.

L'intenzione narrativa è sottolineata anche dal fatto che molti dei testi sono rivolti ad un unico interlocutore come fossero lettere ad un lettore immaginario.

La vena poetica di “Cari miei” si rivela anche nella ricorrenza dei colori, a metà tra metafora e suggestione, poesia e cura dei dettagli: il “Bordeaux” come segno di regalità, il piano blu, “celestiale” del “Condominio” , l'eccentrico rosa shocking del “Fannullone” , e ancora le foto a colori e il trattore blu di “Testa d'aglio” o la stufa nera delle “Scarpe dell'orco” .

 

La grazia di questi piccoli gioielli si esprime anche sul piano più strettamente musicale: anche qui sono le storie a fornire la struttura portante (evidente in “Testa d'aglio” ), sottraendo le canzoni all'impostazione tradizionale di strofa-ritornello. Le composizioni sono caratterizzate sonoramente da strumenti inconsueti (il microkorg, ma anche tanti mandolini, violini, flicorni) e strani campionamenti (brani di musica classica mandati al contrario, sedie che sbattono, lo squillo del telefono).

Vi è, inoltre, una forte intenzione di esplorare nuove ritmiche: queste sono nate tutte in forma elettronica e poi sono state risuonate in studio.

La freschezza, l'immediatezza dei pezzi è dovuta anche all'intenso lavoro di pre-produzione, buona parte del quale è interamente ripreso nella produzione finale del disco.

Panico
COMMENTI
Bordeaux
COMMENTI
Un re
COMMENTI
Il condominio
COMMENTI
Franz
COMMENTI
Oggi è domenica
COMMENTI
Mancano i colpi
COMMENTI
Il fannullone
COMMENTI
La verità che adesso tace
COMMENTI
Tito
COMMENTI
Testa d'aglio
COMMENTI
Le scarpe dell'orco
COMMENTI
I cuochi
COMMENTI